martedì 20 dicembre 2011

Diogene di Sinope e la scuola cinica

La natura del primordio non ammette classi,
e il sovverso crebbe lento nella critica prassi,
io mi innalzerei, immolando dei,
sulle logiche che in Diogene trassi.....
Il cerbero padre dell’Ade generò figli senza vergogne,
peripatetica corte pose la morte sulle sue insegne,
crebbe forzuto negli anni forzando recinti di forgia ateniese,
distrusse tabuiche sostanze figliando consigli che Cratete intese.
Decuplica effetti a lui cari fornendo tettoie e ripari a coscienze,
patetico regno dei morti parrebbe posticcio ponendo parvenze,
il tempo ricusa chi accusa, prefigge ed infligge se per Demonatte
sono  i mercanti che ingrassano a forza i loro più grossi porcelli da latte.
Ritenne pagani contenti gaudenti di intenti e potenti franchigie,
sostenne onanismo e invettiva teorici elogi delle callipigie,
putiferofomentatori: la vita e la morte non furono più cruccio,
strutture cresciute a feticcio, cresciute per forza di impiccio.
Meta che diede mai noia fu usare mannaia sul pel Leviatano,
s’agghinda d’orpelli e gioielli l’infausto sovrano che perde il suo trono,
astanti scherniti e puniti da chi adora miti già morti nel senso,
pragmatico altare prepara già bare sfruttando ragioni fungenti ad incenso.
I servi cantavano strofe sagaci, storie salaci conobbero i Traci,
l’ingrato Aristotele meritò feci rendendo infelici i più cinici greci,
io so che il piacere tradisce promesse, la storia che disfa ciò che il mondo tesse
ma in Sinope visse chi disse e corresse che fesse appagasse chi appena potesse.
La natura cresce dentro all’istinto, il sentiero va da Atene a Corinto,
di pastori non ne urgo, la saliva del demiurgo lavo e purgo nel cinismo convinto;
anacoretoretoricotopica lacera critica d’anomalia,
barbelognostica via, Giocasta e la sua fantasia,
emancipa l’etica l’ottica ludica pelvica l’attica pratica impura
cannibalismo e sozzura, no sepoltura!

10 commenti:

  1. sei il migliore, murubauuuuuuuu

    RispondiElimina
  2. Sicuramente quello che attendevo di più, sono il ragazzo che te l'aveva chiesto anche su Facebook. Complimentoni, traccia paura!

    RispondiElimina
  3. boss indiscusso (big up anche per la kattiveria!!)

    RispondiElimina
  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  5. Il più bel pezzo radio italiano di debite, a mio parere

    RispondiElimina
  6. Qualcuno potrebbe illuminarmi sul significato del testo?

    RispondiElimina
  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  8. Questa è un'interpretazione del testo (non un'analisi integrale) che posto per chi voglia farsi un'idea della chiave di lettura.

    Diogene di Sinope, il "filosofo pazzo", portatore della critica alla società (peripatetica corte) e ai suoi valori, attacca l'auto gratificazione (onanismo) e le vane dispute dei sofisti (invettiva), scoprendo il velo delle illusioni (parvenze) dell'uomo e denunciando l'intolleranza della formula mentale della società, che uccide l'eresia intellettuale (pragmatico altare prepara già bare sfruttando ragioni fungenti ad incenso)

    RispondiElimina
  9. Peccato che ci sono alcuni errori in questo testo rispetto alla canzone...

    RispondiElimina